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Blog · L'acqua di Bologna

Acqua dura a Bologna e provincia: quanti gradi francesi e cosa comporta in casa

Durezza dell'acqua a Bologna: scopri i gradi francesi delle diverse zone, gli effetti del calcare su lavatrice e rubinetti e quando valutare un addolcitore.

· di Francesco Calabrese · lettura di circa 9 minuti

Quanto è dura l'acqua del rubinetto a Bologna?

Dipende dalla zona in cui abiti. A Bologna la durezza dell'acqua non è uguale dappertutto e può cambiare anche tra quartieri della stessa città.

Secondo il rapporto Hera In buone acque, nel 2024 la durezza media dell'acqua nella provincia di Bologna era di 29 gradi francesi (°F).

È un dato utile per orientarsi, ma non descrive necessariamente l'acqua che arriva al tuo rubinetto.

Per conoscere il valore della propria abitazione bisogna consultare le analisi relative alla zona di fornitura.

Ad esempio, nei dati Hera del primo semestre 2026, la zona Valsetta presenta una durezza di 19 °F, mentre quella denominata Bologna arriva a 29 °F.

Una differenza che si può notare nella vita quotidiana, soprattutto quando si scalda l'acqua o la si lascia asciugare sulle superfici.

Ecco perché, prima di parlare di calcare o di scegliere un apparecchio per trattare l'acqua, conviene conoscere il valore effettivo della propria zona.

Quanti gradi francesi ha l'acqua nelle diverse zone di Bologna e provincia?

I valori cambiano sensibilmente, passando da acque con durezza relativamente contenuta ad altre molto ricche di calcio e magnesio.

Questa tabella riporta i dati Hera del primo semestre 2026.

Zona di fornitura HeraDurezzaCalcioMagnesio
Valsetta19 °F61 mg/l10 mg/l
Bologna29 °F88 mg/l18 mg/l
Setta18 °F55 mg/l10 mg/l
Imola68 °F185 mg/l53 mg/l
San Giovanni in Persiceto35 °F——
Bazzano (Valsamoggia)30 °F——

Fonte: Hera, “Che acqua bevi”, primo semestre 2026. I valori riguardano le zone di fornitura indicate, non necessariamente ogni indirizzo del comune. I trattini indicano valori non riportati in questa tabella.

La zona Valsetta comprende, tra le altre, alcune aree del centro e dell'ovest di Bologna, oltre a territori come Casalecchio di Reno e Zola Predosa.

La zona denominata Bologna comprende indicativamente alcune aree settentrionali della città e località come San Lazzaro, Castel Maggiore e Castenaso.

La zona Setta interessa, tra le altre, alcune aree verso la via Toscana e territori come Pianoro e Sasso Marconi.

Questi esempi non devono essere utilizzati per attribuire automaticamente una zona di fornitura a un indirizzo.

Per verificare quale acqua arriva effettivamente a casa tua, il riferimento è il servizio ufficiale Che acqua bevi di Hera.

I dati vengono aggiornati periodicamente: è quindi importante controllare anche il semestre a cui si riferiscono.

Cosa significa avere un'acqua di 19, 29 o 35 gradi francesi?

I gradi francesi indicano la durezza dell'acqua, cioè una misura legata principalmente alla quantità di calcio e magnesio disciolti.

Più alto è il valore, maggiore è la durezza.

Il simbolo °F non indica la temperatura dell'acqua. È l'abbreviazione di grado francese, un'unità usata per esprimere la durezza in termini equivalenti di carbonato di calcio.

Un grado francese corrisponde a 10 milligrammi di carbonato di calcio per litro: un'acqua da 29 °F equivale quindi a 290 mg/l. È la stessa scala usata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che esprime le classi in mg/l (60 mg/l corrispondono a 6 °F).

Per avere un riferimento, nel documento tecnico dell'Organizzazione Mondiale della Sanità del 2011 vengono riportate queste classi descrittive:

Durezza in °FClassificazione
Inferiore a 6Dolce
Da 6 a 12Moderatamente dura
Da 12 a 18Dura
Superiore a 18Molto dura

Questa classificazione non è una scala di pericolosità.

In Italia non esiste una classificazione di legge che renda non potabile un'acqua soltanto perché supera una determinata durezza.

In pratica, l'acqua di una zona con 29 °F è più dura di quella di una zona con 19 °F, ma questo non significa automaticamente che sia peggiore da bere.

La differenza riguarda soprattutto il comportamento dell'acqua quando viene riscaldata, utilizzata per lavare o lasciata evaporare.

Perché l'acqua dura lascia il calcare sui rubinetti e nella doccia?

Perché i sali presenti nell'acqua possono formare depositi sulle superfici, soprattutto quando l'acqua evapora o viene riscaldata.

È quello che succede quando troviamo una patina bianca attorno al rubinetto, sui soffioni della doccia o sul vetro del box doccia.

L'acqua evapora, ma una parte delle sostanze minerali rimane.

Con il tempo i depositi possono accumularsi, diventando più difficili da rimuovere.

Il fenomeno è particolarmente evidente nei punti in cui l'acqua viene utilizzata frequentemente e lasciata asciugare.

Una pulizia regolare può aiutare a limitare i depositi visibili, ma non cambia la durezza dell'acqua.

È una distinzione importante: rimuovere il calcare già formato non equivale a ridurre quello che l'acqua può depositare in futuro.

Se il problema si ripresenta continuamente, può essere utile valutare un trattamento specifico dell'acqua in ingresso.

L'acqua dura può creare problemi alla lavatrice?

Sì. Il calcare può accumularsi nei componenti che entrano in contatto con l'acqua, specialmente dove questa viene riscaldata.

Nella lavatrice il fenomeno interessa in particolare le parti soggette a riscaldamento e le superfici interne.

C'è poi un altro aspetto: l'acqua dura reagisce con i detergenti e può richiederne quantità diverse rispetto a un'acqua più dolce.

Questo non significa che una lavatrice utilizzata con acqua dura sia destinata a guastarsi.

Significa che è importante seguire le istruzioni dell'elettrodomestico e del detersivo, tenendo conto della durezza dell'acqua.

Quando sulla confezione del detergente troviamo dosaggi differenti per acqua dolce, media o dura, il motivo è proprio questo.

Conoscere i gradi francesi della propria zona permette quindi di utilizzare i prodotti in maniera più consapevole, senza affidarsi a dosaggi casuali.

Il calcare può accumularsi anche nel boiler e nei circuiti dell'acqua calda?

Sì. Il riscaldamento dell'acqua favorisce la formazione di incrostazioni calcaree su superfici e componenti.

Un bollitore domestico è un esempio facile da osservare: dopo un certo utilizzo possiamo trovare depositi bianchi sul fondo o sulle resistenze.

Negli apparecchi che producono o accumulano acqua calda il fenomeno può verificarsi anche in punti meno visibili.

Le incrostazioni possono ostacolare lo scambio termico e, quando diventano significative, influire sul funzionamento e sull'efficienza dei componenti.

Per questo Hera indica la protezione dei circuiti dell'acqua calda tra le principali ragioni per cui viene effettuato l'addolcimento.

Non bisogna però trasformare questa informazione in una promessa di risparmio.

L'effetto concreto dipende dalla durezza, dai consumi, dalla temperatura dell'acqua, dalle condizioni dell'impianto e dal tipo di apparecchio.

La presenza di acqua dura è un elemento da considerare, non la prova che ogni abitazione debba installare un addolcitore.

Un'acqua molto dura è meno sicura da bere?

No. La durezza, da sola, non determina la potabilità dell'acqua.

Calcio e magnesio sono minerali naturalmente presenti nell'acqua e non vanno confusi con sostanze contaminanti.

È possibile avere un'acqua molto dura che rispetta i requisiti di potabilità.

Allo stesso modo, un'acqua con durezza bassa non è automaticamente sicura: la qualità si valuta attraverso diversi parametri chimici e microbiologici.

Per questa ragione non ha senso giudicare l'acqua soltanto dalla quantità di calcare che lascia nel bollitore.

La durezza è importante soprattutto per gli aspetti tecnici e pratici dell'uso domestico.

Il suo valore va letto insieme agli altri risultati delle analisi.

Come si può ridurre il calcare nell'acqua di tutta la casa?

Una delle soluzioni è l'addolcitore a resine a scambio ionico, installato all'ingresso dell'impianto domestico.

Il funzionamento è diverso da quello di un comune filtro per l'acqua da bere.

L'acqua attraversa speciali resine che trattengono parte degli ioni di calcio e magnesio, sostituendoli con ioni di sodio.

In questo modo si riduce la durezza dell'acqua distribuita ai punti di utilizzo della casa.

Le resine vengono periodicamente rigenerate attraverso un processo che utilizza sale.

L'addolcitore ha quindi bisogno di una gestione corretta e di manutenzione, secondo le indicazioni del produttore.

È importante anche considerare che l'acqua addolcita contiene meno calcio e magnesio, ma più sodio.

Il trattamento deve essere dimensionato e regolato in funzione dell'acqua in ingresso e delle esigenze dell'abitazione.

Puoi approfondire le caratteristiche dei nostri addolcitori d'acqua a Bologna.

Un depuratore sotto il lavello può eliminare il calcare da tutta la casa?

No. Un apparecchio installato sotto il lavello tratta l'acqua del punto a cui è collegato, non quella che arriva a docce, lavatrice e altri rubinetti.

È una differenza che conviene chiarire prima di scegliere.

Se vuoi ridurre le incrostazioni nell'impianto domestico, devi valutare una soluzione progettata per intervenire sulla durezza dell'acqua distribuita in casa.

Se invece il tuo obiettivo è migliorare il gusto dell'acqua da bere, potresti avere bisogno di una tecnologia differente.

Un filtro a carbone attivo, per esempio, può essere utilizzato per migliorare determinate caratteristiche organolettiche, ma non è un addolcitore.

L'osmosi inversa modifica anche la concentrazione di sali disciolti, ma un apparecchio sotto il lavello non protegge automaticamente gli altri punti dell'impianto domestico.

Per capire meglio quale trattamento risponde a ciascuna esigenza, leggi il nostro approfondimento Addolcitore o depuratore: quali sono le differenze?.

Come faccio a capire se a casa mia serve davvero un addolcitore?

La scelta dovrebbe partire dalla durezza dell'acqua e dai problemi che riscontri, non soltanto dal desiderio di avere un apparecchio in casa.

Un buon punto di partenza è consultare le analisi Hera della propria zona.

Poi conviene osservare cosa succede nell'uso quotidiano.

Il calcare compare rapidamente sui rubinetti? Si accumula nel bollitore? Le superfici della doccia richiedono pulizie frequenti? Sono presenti apparecchi che scaldano molta acqua?

Questi elementi aiutano a capire se il problema è principalmente estetico oppure se può avere conseguenze anche sui componenti dell'impianto.

Lo raccontano anche alcuni nostri clienti nelle recensioni su Google. Massimo M. scrive che nella sua zona l'acqua «è molto calcarea» e che con l'impianto installato «abbiamo risolto il problema»; Cristiano B. parla di un «ottimo acquisto di depuratore e addolcitore». Sono esperienze di singole case: per questo, prima di proporre un addolcitore, partiamo dai valori della zona e da quello che il cliente nota ogni giorno in casa.

Non esiste una risposta valida per ogni famiglia.

In alcune abitazioni può essere sufficiente una manutenzione regolare. In altre, soprattutto dove l'acqua è particolarmente dura, un sistema di addolcimento può rappresentare una soluzione pratica.

L'importante è scegliere un trattamento adatto al problema reale.

A chi chiedere un consiglio sul calcare a Bologna?

Se vuoi capire quanto è dura l'acqua della tua zona e se un addolcitore può essere utile per la tua abitazione, possiamo parlarne direttamente.

Siamo AirWaterTech, a Bologna. La nostra attività nasce nel 2016 da una famiglia di idraulici che lavora nel settore dal 1944.

Chiama lo 051 001 0729.

Partiamo dalle caratteristiche dell'acqua e dalle tue esigenze per aiutarti a valutare la soluzione più adatta, senza proporti un trattamento che non ti serve.

Fonti

  1. Gruppo Hera, Che acqua bevi (Primo semestre 2026)
  2. Gruppo Hera, In buone acque – Dati qualità acqua (2024)
  3. Organizzazione Mondiale della Sanità, Hardness in Drinking-water (2011)
  4. Gruppo Hera, L'esperto risponde (Consultazione 2026)

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